Thursday essay- cuore di bue

Italiano

.. e abbastanza buffo. Non il soggetto ma… le co-incidenze che non sono. Ieri al ritorno del supermercato (dopo cena, verso le 10 e qualcosa) qualcuno da una macchina ha cercato di colpirmi la testa con un pomodoro. Cuore di bue. mi ha mancato per poco, la frutta lasciando la sua polpa rossa sui mattoni del muro sulla mia destra. Storia vera. Ecco, pensai. Sono nero. Anzi… sono un ex lanciatore di disco, come la ragazza colpito da un uovo. Percio, potrei dire che bisogna fermare quest’onda di odio verso tutte i lanciatori di disco, giovani e vecchi. Pero… se uno spinge, forse alla fine si riesce (a scatenare l’ovvio, da tutte le parte sembra che ci stanno a prova’.) Ma per strada… finora non e cambiato niente. Non sembra d’aver capito bene… ‘it’s not race, it’s place’. Forse Italia e leggermente diverse degli altri paesi occidentali proprio per il concetto ancora relativamente piu diffusa: di patria, (definito tempo fa dalla distanza che una persona puo camminare in un giorno.) E un’espressione che viene da meccanismi piuttosto profondi. E da fastidio. Quasi quanto i lanciatori di dischi stranieri. (La prossima volta lo prendero in mano, tornero a casa mi faro una bella bruschetta)

https://torino.corriere.it/cronaca/18_luglio_30/torino-lancio-uova-contro-atleta-italiana-origine-africana-db451026-93d5-11e8-827e-24bcbc32092b.shtml

Daisy Osakue colpita da un’auto in corsa. Intervento necessario per rimuovere frammenti di guscio d’uovo dall’occhio. Lei dice: «È razzismo». Ma i carabinieri escludono movente razziale. Il sindaco: «Sei una di noi, insieme isoleremo i colpevoli»

Daisy Osakue, atleta del lancio del disco. Un’immagine di lei con l’occhio tumefattoDaisy Osakue, atleta del lancio del disco. Un’immagine di lei con l’occhio tumefatto
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TORINO – Daisy stava tornando a casa a Moncalieri, nel torinese, quando in corso Roma viene colpita al volto da un lancio di uova provenienti da un Fiat Doblò. Era sola, stava attraversando la strada e ha visto che un’auto la puntava: dopo poco ha sentito un forte dolore al volto. Così domenica sera, intorno all’1.30, Daisy Osakue atleta italiana di origine africana specialista nel lancio del disco, è dovuta ricorrere alle cure del 118 e successivamente è stata trasportata all’ospedale Oftalmico dove le é stata riscontrata una lesione alla cornea.
«Attacco stupido e gratuito, per me è razzismo»
«Vorrei parlare con questi ragazzi – ha spiegato Daisy, con una vistosa benda sull’occhio sinistro – capire perché hanno fatto una cosa del genere. Per me questo attacco così stupido e gratuito è di matrice razzista. L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore. In quella zona ci sono diverse prostitute, mi avranno scambiata per una di loro. Mi era già capitato di essere vittima di episodi di razzismo, ma solo verbali. Quando però si passa all’azione, significa che si è superato un altro muro».

Weekend recipe: Penne with ricotta

Weekend recipe: Penne with ricotta

Ingredients -/+ (per person):

100 grams of penne pasta
120 grams of ricotta, cow or sheep
50 grams of pig cheek or bacon
30 grams of grated ages cheese, a mix of parmesan and pecorino romano or any other you like

It’s late. It’s been a fairly busy day, your girl friend will be getting back about 20 minutes or so after you will, tired and a little stressed at the ongoings of the day. It’s your turn to cook and you really, really don’t feel like prepping a meal. What’s worse: you’re hungry, even ravenous. You want massive, mouth-filling, gut-fulfilling fair in a hurry. Pizza? Burgers? The deli on the corner? Maybe, even though they all sound boring.

   Ok, it isn’t that they actually sound boring. It’s just that your taste buds are looking for something hardy and flavorful. And sound can have a flavor, or vice versa. Pizza: you’re really not in the mood for melted cheese and toppings, that familiar odor of cooked canned tomato, heated cardboard and animal fat mixed with dried herbs. Burgers: or more grilled, too-thin, plain beef patties on wimpy bread. The deli: the deli has more to offer but a sandwich for dinner – though sometimes a pleasurable change of pace – tonight would be strikingly inadequate. So you might want to try an old stand by, something you don’t make that often and so forget just how satisfying it is, kind of like having a burger, pizza and deli sandwich all at the same time.
   Plop some water in the pot as soon as you get in, salt it, then take off your coat, change into a more comfortable pair of shoes, undo your tie if you have one on, use the bathroom if you need to but please do give your hands a good washing before heading back into the kitchen. Now, take out that prosciutto you have leftover in the fridge or freezer. It can be one nice, thick slice but even if it’s been thin-sliced it’ll work just fine. If the meat is in the former condition, slice away thin ribbons and then in turn slice those ribbons into small squares. If it’s the later, stop once you’ve chopped that, instead, into thin ribbons. By now the water is boiling, so shove in some penne, the smooth kind
would work better here but any short pasta will do (dry, not egg pasta).
   You’re hungry, so realistically put in at least 100 grams per person, 200+ for the two of you. Now, take out the leftover ricotta, sheep milk if you have it but the cow milk kind will do as well. The first is more flavorful but less fatty, so make sure that once you’ve put it in a bowl and separated it into several chunks, 100-150 grams per person, take a small cup of boiling salt water from the pasta pot, pour it into the same bowl and mix until you get a sort of really thick paste. If instead it’s the cow kind, grate a tad of nutmeg into the cheese, then add some water but not as much. Now put the prosciutto ribbons or squares into a pan on medium-low heat and let them fry up slowly until good and crispy. You can even get a little stupid and deglaze after a bit with some cognac, but no need to. Anyway.
   Once the pasta is ready don’t drain it well. Plunk it fairly wet into the pan and toss a few seconds with the crispy meat, add some other grated cheese – that is, parmesan – if you must but again there’s no need. Once the noodles are well-flavored transfer them into the bowl with the ricotta paste and mix the whole well. Add a good dose of pepper if it’s to you liking. Your girlfriend will walk through the door, take one wiff and thank Manitu that you’ve made a great smelling, great tasting, fully satisfying dinner, plus one that won’t rest in your stomach like, well, a double-stuffed with sausage or two all beef patties with special sauce. Tomorrow you can have a a corned beef on rye…

Friday music/movies – Trust

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…week 9 of the 10 films that effected you the most, without comment, for the 90’s: Trust (Hal Hartley)

link to week 1: The 10 movies that effected you the most – The Red Balloon 

2 – Star Wars

3 La Strada

(4 – Blade Runner)

5 -Breaking Away

6 – Brainstorm  

7 Flashdance

8  Ran

Very old notes: Chi sara il lettore: io, o tu?

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Che dire? Ne ho bisogno di imparare l’italiano ma non ho la motivazione. Devo ingannarmi, inventare qualche ragione. Dopo, magari fra un mesetto, potro cominciare a scrivere il corto (un cortometraggio con alcuni amici di allora,) un’idea gia abbastanza sviluppata da 2 anni o piu ma che, a causa della mia vita cosi dispersiva, non ho cominciato ancora. Certo, so bene come sprecare il tempo. Comunque.

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Guardando su, me ne accorgo che devo scrivere in un modo piu chiaro e leggibile. Se non, queste parole non saranno mai lette. Forse intendo proprio quello: mettere giu parole che non saranno lette. Perche le parole sono pericolose. In esse puoi mettere tanto, se solo rimuovi le loro significanze – intendo un plurale – il loro peso, e arrivare al punto in cui non sono piu rilevante in se stesse ma diventano un… telescopio, ma in rovescia. Cio’e che uno mette parole sulla pagina per l’altro che, attraverso le parole-telescopio, a sua volta guarda lo scrittore, o narratore, o una parte del narratore-scrittore ma in modo molto particolare, ingrandito, come se fosse usando uno zoom. Nei tempo lontani i zoom erano otticali. Adesso sono digitali, cio’e adesso e il computer (cellulare)  che funzinoa da telescopio, spezzando l’insieme in favore di tanti piccoli pezzetti che, messi assieme, sembrano formare un’insieme.

Ma quale? Non so se intendevo una metafora nell penultima frase. Forse si, ma non saprei specificamente quale. Forse sono molto difensivo stasera. Forse domani non lo saro piu. Forse non scrivero ‘forse’. Forse. Comunque.

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Vedo che in una maniera o l’altra ho riempito la pagina con queste parole che non saranno mai lette, da nessuno. Tranne te. Ma, allora, chi sara il lettore, e chi il narratore? Io, o tu? Decidera il telescopio.

Wednesday Will – Shakespeare week: Elizabethan Saltinbocca for BIG Ben Jonson

Honey

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The Ingredients of the Dish:
5 sole filets
2 cloves of garlic
1 bay leaf
5 ripe tomatoes
Chopped parsley or basil
White wine
Extra-Virgin olive oil
A pyramidical, hierarchical social order
Salt and pepper
Lemon Juice

The Chefs of the Recipe:
Will Shaksper – head chef of The Globe
Anne Hathaway – his 2nd best bed. It’s unclear whom or what was his 1st
Ben Jonson – one of both his greatest friends and fans

serves 5 people or 1 Ben

This appetizer I whipped up when that mountain-bellied, rock-faced sweetheart of a man, my friend Ben Jonson, came out to my country house in July a few years back. On the phone he told me he was getting ready to head to the sea for a few weeks, so he asked me not to make anything too heavy. Said he wanted to look as trim as a young…

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